Per tutti quelli che, fermandosi a contemplare il tramonto per quei cinque minuti da quando il sole inizia a toccare l'acqua a quando scompare completamente, sono riusciti, anche solo che per un attimo, a sentire il ribollire del mare all'orizzonte.
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lunedì 6 agosto 2012

El Camino de Santiago Parte Ottava

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  El Camino de Santiago Parte Ottava

  Settimo giorno di viaggio
Vega de Valcarce - Portomarin

19 giugno 2010

La mattina ci svegliamo abbastanza presto, assieme alla maggior parte degli altri pellegrini. Ci vestiamo, pochi minuti di preparazione mattutina e partiamo.
Salita per O Cebreiro
Si riesce a fare colazione solo dopo 5 o 6 km perché in paese è tutto chiuso. Dato il freddo e la salita, si fa una seconda colazione qualche km dopo, poco prima del confine con la Galizia, che raggiungiamo percorrendo un sentiero molto suggestivo. 
Arrivo in Galizia
Sul confine facciamo qualche foto e ce ne facciamo fare un paio da un'attempata tedescoide che cammina sola. Ripartiamo e in un tempo relativamente breve arriviamo in cima, al primo della serie di monticelli che dobbiamo superare in questo tratto. Sono tra i più alti di tutto il Camino. Fortunatamente tra l'uno e l'altro non si deve scendere molto, però mancano ancora parecchi chilometri alla discesona che ci porterà circa a 400 metri sul livello del mare e ad una temperatura più umana. 
O Cebreiro
Ora siamo al foscoso paesetto di O Cebreiro a 1296 metri slm. Il paese è tra i più pittoreschi del cammino, non fosse per altro, per l’atmosfera di “vita antica” che ci pervade per tutta la permanenza. Si fa una passeggiata, qualche foto e nel frattempo Mario prende la conchiglia di Santiago o Vieira, come dicono in Galizia.
Facciamo un saltino nella chiesa e poi proseguiamo per l'alto de San Roque. Poco prima di arrivare all'Alto incontro di nuovo il ciclista che avevo aiutato in su per la Cruz de Ferro, questa volta ha alcuni raggi della ruota rotti, spaccati proprio scendendo per la Cruz de Ferro. Gli do numeri di telefono ed indicazioni sui ciclo-riparatori di Sarria. Telefona. Forse prenderà un taxi perché, essendo sabato, il negozio resta chiuso nel pomeriggio, chiude alle 14 e sono quasi le 11 e Sarria è piuttosto lontana. 

Alto del Poio
Arriviamo finalmente all'Alto del Poio. Ci fermiamo nel bar. Consiglio a Mario di prende il ribeiro, un vino bianco galiziano. Io coca cola e patatine, queste ultime per tutti e due. Date le fatiche da cui dobbiamo riprenderci riesco anche a scrivere un bel pezzo di questo diario di bordo.
Verso Sarria
Ripartiamo, finalmente, in discesa. Vediamo qualche bel paesotto ed arriviamo a Tricastela, ormai a fondovalle e con temperatura decente.
Lì seguiamo il Camino sulla destra della strada asfaltata, la guida pare indicare che da lì si debba passare per il monastero di Samos. Molto probabilmente si sbaglia perché non lo vediamo e in molti ci dicono che si doveva andare dall'altra parte.
Mangiamo nella “Casa di Franco”, un'osterietta in un non ben precisato luogo del cammino. Dentro, come avventore, c'è un simpatico vecchietto che mastica in modo schifoso un sigaro, fortunatamente spento. Di tanto in tanto l’anziano masticatore si alza di qualche cm dalla panca come se dovesse rilasciare qualche residuo gassoso e si risiede. Lo fa ad intervalli piuttosto regolari e crea un ambiente pieno di incognite… fortunatamente non di puzza!
Si nota il cambio di lingua. Le persone che entrano, a parte un paio di italiani che avevamo già incontrato nell'ultimo pezzo di cammino, parlano in ispano-portoghese, altresì detto gallego, galiziano, in italiano. Telefono a Gesù (il suocero) e poco dopo ripartiamo. 

Passiamo da Sarria, cittadina dal carattere ormai completamente galiziano a 111,5 km da Santiago. 
Chiesa di S. Salvador de Sarria
Ci dissetiamo in un bar e facciamo qualche foto panoramica dall'alto. 
Sarria - Panorama
Da lì proseguiamo imperterriti nelle verdissime campagne dall’atmosfera già oceanica. Passiamo per ponti, guadi, incrociamo ferrovie ed attraversiamo vigneti, per arrivare fino a Portomarin, a poco meno di 100km dalla meta della nostra gita (ricordando il grand'uff, ing, cav, dott Sisini). Mario ci arriva affaticato e con forti dolori al sedere, per via del sellino stretto, dello zaino piuttosto pesante sulle spalle e, maggiormente, per non essere allenato.

Cammino nei pressi di Vilei
Horreo
Poco prima di arrivare alla città ci imbattiamo nel primo "Horreo", un particolare granaio costruito su delle palizzate tipico del nord della Spagna. Il primo lo fotografo per dovere di cronaca, ma è un rudere. Da lì in avanti se ne vedono di molto migliori ed alcuni veramente artistici.
Portomarin è una graziosa cittadina sulle sponde di un lago artificiale alimentato dal rio Miño. In verità la Portomarin originale si trovava dove ora c'è il lago e negli anni 60, durante la costruzione della diga, il paese è stato ricostruito interamente a monte, trasportando le pietre della cattedrale e di altri 2 o 3 pezzi della dua storia, per ricostruirli tali e quali in mezzo alle case del nuovo paese.


Portomarin - Lago artificiale del fiume Miño
Troviamo da dormire nell'Hostal municipale per i soliti 5€. Prendiamo posto nelle brande, ci si fa la doccia e siamo pronti per uscire nella movida del paese.
Mangiamo in una trattorietta davanti alla cattedrale con i soliti 10€. Nel frattempo facciamo un giretto, qualche foto ed entriamo a vedere la chiesa. (Un tipo uscendo mi guarda male i sandali... Che vuole?) 

La movida del paese lascia un po’ a desiderare (ma la nostra è anche peggio) e andiamo a dormire.

Iglesia de S.Nicola- Portomarin


(Continua nei prossimi giorni)
 
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1 Comments:

Anonymous översätt said...

You are really traveling in a beautiful part of the world.

07 agosto, 2012 11:38  

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