Per tutti quelli che, fermandosi a contemplare il tramonto per quei cinque minuti da quando il sole inizia a toccare l'acqua a quando scompare completamente, sono riusciti, anche solo che per un attimo, a sentire il ribollire del mare all'orizzonte.
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sabato 11 febbraio 2006

Fienili


Ho intrapreso la strada del blog per alcune idee che mi vennero qualche tempo fa, riguardo a politica e.. diciamo, costume.
Poi, è così scivoloso il divenire che molto di quello che mi sembrava doveroso scrivere, è diventato un po' vecchio e non mi è più venuta voglia di ragionarci sopra, tantomeno di scriverci su.
Prima o poi, comunque, vorrei tenere fede all'intento primordiale e assicuro che qualche parolina sull'Italia ed il mondo di oggi sarà detta, ma per oggi vi parlerò di fienili.

Stamattina c'era qualche nuvola che attorniava la Guardia, il freddo del pieno inverno è piuttosto pungente, qui nell'alto dei 225 (!) metri d'altezza, ma quando la strada curva e ti ritrovi con in faccia il sole, i suoi raggi ti solleticano le guance facendoti gustare un'anticipata primavera.
Ho pensato di fare alcune cose:

1) Mettere lo scooter a riparo, è tutto l'inverno che si prende acqua e neve, quale giornata meglio di questa (che c'è il sole) per metterlo in cantina?
2) Portare Buck a fare un giretto.

Buck è un cagnetto.. ho incontrato una mia amica per strada che lo definiva "meticcio" io lo chiamerei "bastardo": figlio di una dobermann(Blick) e un altro bastardello della zona.
Ha circa 16 anni ed esce da un periodo in cui non riusciva bene a muoversi per una zampa che trascinava. Ora sembra che stia piuttosto bene, a parte che alla fine del giretto ha vomitato l'acqua bevuta poco prima!!
Bene.. siamo arrivati poco sopra alla casa Amendola, proprio dove fino ad un po' più di 2o anni fa, c'era un allevamento di dobermann e dove (carramba!) avevamo comprato sua madre più o meno 25 anni fa.
Siamo tornati indietro.. lui annusava ogni cacca che c'era per terra ed io ogni cosa che vedevo cercavo di legarla a qualche ricordo del passato..il terrapieno che avevamo fatto per una capannetta, "u zogu de-e bigge", la valletta dei funghi neri.. Forse io e lui stavamo facendo proprio la stessa cosa: cercavamo qualche traccia che potesse dare un senso a quella passeggiata che non fosse solamente quello intrinseco della passeggiata: passeggiare (per lui zampettare).
Quasi arrivati al dritto da dove si intravvede casa mia, ho guardato giù nel vallone erboso, dove all'andata c'era uno dei "nuovi arrivati" della collina che stava spaccando legna. Adesso senza quell'elemento di disturbo, lo sguardo non ha avuto remore ad arrivare alla casa dei contadini in fondo alla conca.
...
...
Il tempo per qualche secondo è tornato indietro, ho ricordato quei prati con la neve dell'85.. li ho ricordati nelle primavere della mia vita da bambino, con l'erba alta e le primule al limite dei boschi..
Ho ricordato l'estate.. quando con i miei amici e le mie amiche facevamo il bagno nei trogoli assieme ai pesci rossi, nell'autunno quando col mio amico Fabio andavamo a cercare i funghi nel bosco proprio sopra quella casa contadina.
..Bè si.. mi è anche venuto in mente l'incidente con la bicicletta che mi ha un po' devastato la faccia nell'estate dell'84 (?.. si mi sembra!).
Nella discesa sterrata per arrivare alla casa (dove abitava anche una delle mie amiche: Annalisa), la mia forcella davanti ha pensato bene di spezzarsi in un dosso..si capirà che botta posso aver dato per terra!
...Ora qualcuno dirà: "ah una botta in testa eh!?!.. Ho capito tutto!!!" eh eh.

Allora: primavera, estate.. i trogoli e altri piccoli ricordi.. ma quello su cui mi sono focalizzato spuntava timido dietro i rami di un albero di noce rinsecchiti dall'inverno: un fienile!

Porca miseria.. il fienile! Ora nel pieno del flusso dei ricordi, non esiterei un attimo ad assurgerlo ad emblema della felicità puerile.
E dire che erano sfuggiti per anni dal mio immaginario! Avevo altri fotogrammi che spesso facevano capolino tra la cornea e l'iride dei miei occhi, ma i fienili..non c'erano o perlomeno passavano quasi inosservati... chissà perchè!

Ricordo la fine di ogni estate, le lunghe estati di quando si hanno 7, 9 , 11 anni.. i fienili si riempivano d'erba fino al colmo e, malgrado i litigi con i contadini, io c'ero sempre dentro.
Era sempre un casino riuscire a salire perchè l'erba veniva compressa a formare un muro all'entrata e se provavi a scalare, l'erba si sfilava e inevitabilmente ruzzolavi per terra.
Il difficile allora era entrare, ma quando eri dentro.. non saresti piu' uscito..Montagne d'erba dove scavare tane, cunicoli e saltare dall'alto dei cumuli più elevati senza farti nulla all'atterraggio...le balle di fieno con cui seppellivi i tuoi amici e ti facevi sepellire con finte e giocose incazzature!
Da piccolo vedevo appartenere quei luoghi ad una dimensione diversa..e forse lo erano realmente considerando che ora, ticchettando sulla tastiera, la sensazione non è quella di essere qui, nella mia stanza, ora.. ma in un pagliaio, 25 anni fa.

Ciao!

4 Comments:

Blogger valya said...

wow... mi hai quasi commosso ;)

ps: fai una carezza al vecchio Buck da parte mia!

12 febbraio, 2006 19:21  
Blogger Elena said...

...Cambierei volentieri i colpi di tastiera per saltare e cadere su qualche montagna di fieno stamattina... Non conosco quella sensazione, ma non deve essere troppo diversa di quella di saltare sulle dune del deserto di Maspalomas, nella Isola Gran Canaria... e quello si l'ho vissuto! ...Ci ha pensato bene il mio capo di farmi scrivere oggi sulle malattie delle ossa... quando quello che mi viene da consigliare ai lettori è che si mettano a saltare sul fieno, sulla sabbia o sul trampolino!!! Guarda che mi hai fatto, Luca!!!! Un beso Elena

13 febbraio, 2006 12:59  
Blogger Luca L. said...

X Elena (come tutto il resto!)

Ad Avila non ci sono fienili?..con tutta l'erba che c'è!! ..se la mangeranno i cavalli, si vede!
Comunque quando passi da queste parti, andiamo a vederne uno, se non ci sparano!
..penso che lo troverai molto diverso dalla sabbia del deserto!
1 bacio!

13 febbraio, 2006 23:28  
Anonymous valeria said...

"rimembranze!!"
... ho sempre vissuto in "centro citta" ..di Pontedecimo ..e quindi non ho ricordi di infanzia paragonabili ai tuoi ..di fienili e di profumo di prato, se non quelli delle "mie estati" ..(dai 5 agli 11 anni circa ) a Frabosa Soprana ...che proprio leggendo il tuo scritto mi sono tornate in mente ...ed ora mi sembra di sentire , come se tornassi indietro (con la macchina del tempo di Zapotek -tu conosci vero? :) si chiamava cosi?non ricordo bene ), il profumo (beh più o meno profumo!)delle stalle di Straluzzo ..dove quotidianamente mio papà ,e a volte anche la mamma e il cagnolino, mi accompagnavano perchè ...a me piaceva tanto guardare le mucche e gli altri animali ..
quell'odore che si sentiva era un misto di fieno e di ..beh escrementi ...ma ancora adesso mi piace;mi da un senso di tranquillità ..e quando mi capita di passare in qualche strada di campagna o di trovarmi in qualche festa paesana la sensazione è sempre quella di rivivere "frabosa" .....
ciao a tutti
vale

17 febbraio, 2006 23:53  

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