Per tutti quelli che, fermandosi a contemplare il tramonto per quei cinque minuti da quando il sole inizia a toccare l'acqua a quando scompare completamente, sono riusciti, anche solo che per un attimo, a sentire il ribollire del mare all'orizzonte.
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venerdì 10 febbraio 2006

Riflessi


Le cose semplici sono quelle che piu' spesso riescono a rendere felici le persone.
Dico felici, non contente.. la contentezza è effimera, la felicità è profonda e come tale deve essere comprensibile da ogni più piccola parte del nostro corpo.
Più la felicità arriva da una cosa semplice, più riesce a seguire il flusso della nostra linfa, più si mescola col nostro sangue e ad ogni battito del cuore va a toccare le più piccole parti del nostro corpo. Per questo i ventricoli e gli atrii dell'apparato cardiaco, inconsciamente ma con sapienza, quando siamo nel bel mezzo di qualche situazione che ci rende felici, aumentano il loro lavoro.
Allora noi in quel momento siamo bambini, siamo coloro che senza pensare hanno capito il mistero della trinità (come disse Benigni nel suo più bel spettacolo in RAI), siamo quelli che hanno capito come mai i pianeti e le stelle ci girano attorno e di tutti gli altri perchè possano esserci ci sembra poterne quasi sfiorare le risposte con le dita... perchè.. quella è la felicità!
Sarebbe troppo se dicessi che in quel momento riusciamo ad arrivare all'anello mancante dell'universo, che ad E. Montale, sembrava di intravedere contemplando i limoni delle 5terre, o che potessimo avere la soluzione di qualche equazione che risolva i problemi del mondo..ma di sicuro arriviamo ad avere una coscienza di quello che è attorno a noi maggiore che in ogni altro momento.
Ecco.. i riflessi sono questi..i riflessi sono i bagliori di luce che arrivano a noi filtrati dal nostro stato d'animo.. e più il nostro animo è trasparente per accettare la felicità.. più i riflessi scendono nel profondo insieme ad essa.
Mi viene, ora da pensare ad un dilemma che mi ponevo qualche anno fa.. qualche è dir poco.. avevo almeno la metà degli anni che ho adesso..pero' il dilemma è universale: E' meglio amare od essere amati?
Chi vuol essere generoso direbbe Amare.. chi è un po' piu' egoista.. o stupido.. amato.
Chi vuole scavalcare un po' la domanda direbbe che il massimo è amare ed essere amato (ma guarda!!)
Sto arrivando alla conclusione che quello che importa alla fine è il riflesso.
Il riflesso di quello che tu stai provando, negli occhi dell'altro/a. In quel modo non ci sono più dubbi, tutte le canzoni, tutti i romanzi, le poesie, le nostre idee, che hanno fatto parte della nostra vita, sono condensate in quello sguardo insieme a quelle dell'altro/a.
Non c'è più l'amare o l'essere amati, c'è l'Amore.. nella sua forma di riflesso negli occhi.

Saluti.

Lu

4 Comments:

Blogger valya said...

... alla fine ti ho contagiato con l'idea del blog... :-)

sono contenta tu l'abbia creato...perchè sono sicura che
TU SEI UN TIPO DA BLOG! (ricorda che non ti conosco da due giorni... se lo dico io...) ;-)

inventa, reinterpreta, rivoluziona tutte le parole che vuoi...
ciao... ACUL!
agat

11 febbraio, 2006 11:59  
Anonymous valeria said...

"felicità"-una delle parole più complesse da definire,che credo faccia arrovellare chiunque si ponga questo intento..(penso anche a chi scrive i dizionari !) ..
Io credo che la felicità ,come ogni tipo tipo di sentimento-proprio perchè tale- e quindi privato,intimo,segreto ,non la si possa racchiudere in una definizione dal valore universale . Secondo me esistono tante "felicità " diverse quanti uomini esistono al mondo!
Come hai scritto anche tu ,felicità e contentezza sono due sentimenti distinti e quindi penso che il difficile stia proprio nel saperli riconoscere l'uno dall'altro .Certo è che la felicità pura,libera da qualsiasi ombra che ostacola il suo manifestarsi non so se la si possa provare realmente . O meglio, forse l'abbiamo e la possiamo provare tutti ma ,come dici tu, allora in quel momento siamo come bambini e stiamo vivendo un momento di coscienza parziale della realtà -e ciò è un bene perchè ci permette di provare la sensazione della felicità !-
Per quanto riguarda il dilemma universale ' "è meglio amare o essere amati ? " non credo sia poi tanto stupido rispondere entrambe le cose perchè se ami ma non sei amato la tua felicità non si riflette nell'altro e così viene bruscamente interrotta (non si trova l'anello che manca dell'immagine montaliana!!) e se invece sei amato ma non ami, diventi quasi triste perchè sai di non poter dare niente in cambio a chi vorrebbe qualcosa da te .
infine ....ti dirò che .....
non ho mai sentito il ribollire dell'acqua all'orizzonte ma .....ho visto un fenomeno assai più raro : il raggio verde .

eh eh ciao Vale

12 febbraio, 2006 11:46  
Blogger Luca L. said...

Ecco ci siamo, l'apoteosi del solipsismo: mi auto-commento!
Eh eh..
Bè.. più che altro volevo rispondere a Valeria.
Vedi, intanto credo che la felicità non c'entri con i sentimenti, ma è un'entità a sé, un qualcosa di impalpabile al di fuori delle definizioni, in più non ha effetti.. nel senso che.. un sentimento può avere un effetto, ad esempio può renderti felice, ma la felicità è uno degli ultimi muri della nostra coscienza, più in là non si può andare ed essa non porta a nulla, se non a sé stessa.
Poi...per quanto riguarda il "dilemma", il riflesso non è qualcosa di accessorio ma è l'idea stessa della simultaneità e dell'unisono di quello che si prova in due... non è solo un capire che ci si vuol bene dallo sguardo!

Per il resto ..strano .. pensavo di ritrovare Winnie the Pooh.. ma non c'è ..eh eh!

12 febbraio, 2006 17:42  
Blogger valya said...

un unico commento riguardo al "dilemma"...

concordo con te, caro lulù...
"è l'idea stessa della simultaneità e dell'unisono di quello che si prova in due..."

è il "sentire l'unisono" che rende diverse le cose.

12 febbraio, 2006 19:20  

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